Berlusconi: "Ecco perché non sono un nemico dell'euro"
All’indomani delle dichiarazioni rilasciate in occasione dell’inaugurazione della casa di cura Villa San Martino di Pontida in cui invitava “il governo a non battere i tacchi in Europa”, Silvio Berlusconi precisa quanto da lui espresso dichiarando che non “c’è niente di più falso” del tentativo di “farmi apparire come un nemico dell’euro e dell’Europa”. Leggi l'editoriale Berlusconi di sfondamento in Europa
13 AGO 20

All’indomani delle dichiarazioni rilasciate in occasione dell’inaugurazione della casa di cura Villa San Martino di Pontida in cui invitava “il governo a non battere i tacchi in Europa”, Silvio Berlusconi precisa quanto da lui espresso dichiarando che non “c’è niente di più falso” del tentativo di “farmi apparire come un nemico dell’euro e dell’Europa”.
La nota dell’ex premier, apparsa sul suo profilo Facebook, prosegue aggiungendo che “quanto ho detto ieri coincide in tutto e per tutto con quel che Krugman e altri grandi economisti vanno sostenendo da tempo, a difesa e certamente non contro l'Europa, affinché l'Unione Europea si spinga finalmente sulla strada del rilancio produttivo e della creazione di nuovi posti di lavoro”.
Berlusconi, in particolare, fa riferimento al dibattito apparso ieri sul Monde tra Paul Krugman e Mario Monti, in cui l’economista americano, analizzando la crisi economica europea, lamenta il fatto che l’Europa abbia creato “una moneta comune senza (tener conto) delle condizioni preliminari come l’integrazione fiscale e le garanzie bancarie”.
“In questo senso – conclude la sua nota Berlusconi - il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all'attività di quel Governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà”.
La nota dell’ex premier, apparsa sul suo profilo Facebook, prosegue aggiungendo che “quanto ho detto ieri coincide in tutto e per tutto con quel che Krugman e altri grandi economisti vanno sostenendo da tempo, a difesa e certamente non contro l'Europa, affinché l'Unione Europea si spinga finalmente sulla strada del rilancio produttivo e della creazione di nuovi posti di lavoro”.
Berlusconi, in particolare, fa riferimento al dibattito apparso ieri sul Monde tra Paul Krugman e Mario Monti, in cui l’economista americano, analizzando la crisi economica europea, lamenta il fatto che l’Europa abbia creato “una moneta comune senza (tener conto) delle condizioni preliminari come l’integrazione fiscale e le garanzie bancarie”.
“In questo senso – conclude la sua nota Berlusconi - il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all'attività di quel Governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà”.
Leggi l'editoriale Berlusconi di sfondamento in Europa